Reg. Alex Garland con A. Vikander O. Isaac

VOTO: 6/10 GIUDIZIO: Interessante ma lento
Storia per tutti i tipi di pelle. Si può proporre al partner o alla famiglia ma senza bimbi. Un film ben costruito con una storia originale che è valsa l’oscar come miglior sceneggiatura originale. Affronta una tematica sempre presente nella mente dell’essere umano, quella della fiducia. Di chi mi posso fidare infatti è la domanda che ti poni nei panni del protagonista sin dall’inizio. La partenza del film è nebulosa e stenta a farsi apprezzare. Racconta di un programmatore di talento che viene scelto tra tantissimi dei suoi colleghi per far parte di un progetto e vivere in esso un’esperienza eccezionale. I dubbi e la complessità dei sentimenti vivono in un’ambientazione asettica che in certi momenti ipnotizza e in altri annoia. I personaggi sono ottimamente costruiti e convincono nonostante la difficoltà da parte dello spettatore di immedesimarsi. E’ un film claustrofobico dai grandi silenzi che sottolineano inquietudini e disagi, lo apprezzi in certi tratti, lo detesti in altri. Finale amaro che ti lascia e non ti lascia bene, di quelli su cui devi un po’ riflettere.
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