
VOTO:5/10 GIUDIZIO: Visionario
Prima di tutto vi consiglio di con chi guardarlo, come sempre, e devo dire che non ho molte opzioni disponibili. Si guarda con il fidanzato/a una sera di domenica. Ovviamente il film è, o almeno vorrebbe essere, biografico e ci racconta tre momenti fondamenti della vita di Steve Jobs rispettivamente negli anni 1984 – 1988 – 1998. La cosa sicuramente interessante è la scelta di questi tre momenti, dietro le quinte appena prima delle presentazioni dei suoi prodotti Apple. Scorre tutto, il suo rapporto con la figlia, quello con i colleghi, i suoi momenti geniali e quelli mediocri, le intuizioni di un uomo che ha cambiato la storia. Un primo dubbio è che se non si è almeno in parte a conoscenza di termini informatici si ignorano buona parte dei dialoghi e si capisce solo parte del tutto, che risulta troppo complesso. Si fa fatica a godersi le sfumature e a tratti si perdono informazioni importanti, il filo della sua carriera ad esempio. L’idea rimane comunque molto riuscita perché non ha nulla a che fare con Jobs, film del 2013, che invece racconta in maniera molto più canonica gli anni del protagonista dal 1971 al 2000. Lampi di genialità vissuti con spezzoni di una vita complicata, spesso criticata e forse per questo difficile da rendere in un racconto per immagini. Il protagonista Fassbender è credibile ed emozionante, ci da quasi l’illusione di una biografia fedele, insieme ad una eccellente e quasi irriconoscibile Winslet. Se non fosse per la difficoltà nel seguire digressioni e tecnicismi ci troveremmo davanti davvero un ottimo ritratto di uno dei più grandi protagonisti del nostro secolo.



